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Chicche lungo il Fiume Agri

  • Città dei Morti

    La notte del 16 dicembre del 1857 una serie di violente scosse sismiche sconvolse la Basilicata e in particolare colpì la città di Montemurro, causando gravissimi danni alle costruzioni e ingenti perdite umane. Tanto fù la distruzione che gli attribuirono l’appellativo di Citta dei Morti. L’evento venne rappresentato in tutta la sua drammaticità da Biagio Ragona; ne riportiamo una breve rappresentazione.

    ” … Erano le cinque e un quarto della notte … noi placidamente si dormiva, quando un violento scotismo di terra ci risveglia. Sbalziamo tosto di letto, e usciti dalle nostre camere, ci raccogliamo, esterrefatti nella sala … quando una seconda e più violenta scossa sopravviene, sprofondano i solai, rovinano i tetti, crollano le mura trascinandoci nella loro rovina … noi chiedevamo aiuto, gridammo invano per qualche tempo … dopo di averci sottratti dalle pietre tutti laceri e feriti ci portarono nell’orto nostro … il terremoto ci aveva accecato la mente e resi quasi smemorati e stupidi … cominciò l’alba … ed hai quale orrendo spettacolo ci si presentava alla vista!

    Di Montemurro altro non restava che un informe ammasso di spaventevoli rovine … camminando a stento, perchè feriti e scalzi, di sopra a quei rottami, dove incontravi ad ogni piè sospinto dei cadaveri mutilati e rotti, che incutevano terrore e pietà. Di un grande e industrioso paese non restava che questo! … Prima di terminare questo triste racconto dirò che il disastro toccato a questo infelice paese lo sentirono molti altri … oltre ai cinquemila si fanno ascendere i morti in questo paese … non mancarono di coloro che commisero furti, omicidi ed altre nefandezze che non si crederebbero, se non si fossero con i propri occhi veduti … vennero di poi due compagnie di soldati i quali, invece di arrecare sollievo alle nostre miserie, rubarono quanto altro restava e carichi delle nostre robe se ne partirono … fu questo l’unico soccorso speditoci dal pio re Ferdinando, il quale non solo non cercò di alleviare le nostre sventure, ma per lo contrario si appropriò di molte somme raccolte nel regno e fuori da pietosi cittadini, invertendole ad altro uso …”.

    Oltre questa testimonianza del Ragona, il terremoto, venne studiato ed analizzato da R. Mallet, ingegnere Irlandese, e rappresentato da A. Bernaud, fotografo Francese.

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