AVOLA : LA SUA STORIA
L’ origine della città risale a Hybla Majorsita in prossimità della costa sud-orientale della Sicilia. Il termine Hyblanon è greco ma pre ellenico, probabilmente sicano, ed è il nome di una Dea adorata da entrambe le popolazioni: Siculi e Sicani (identificata poi con l’Afrodite ellenica). La progettazione urbanistica dell’attuale città. I lavori di ricostruzione iniziarono negli anni immediatamente successivi al cataclisma per volere del Principe Nicolò Pignatelli Aragona che affidò la progettazione del nuovo abitato a padre Angelo Italia, noto architetto siciliano appartenente all’ordine dei Gesuiti; la città fu edificata a pianta centrica e secondo una struttura geometrica esagonale. Nel corso del XVIII e XIX secolo Avola fu abbellita da alcune pregevoli costruzioni civili (Palazzo Ducale, Palazzo di Città, Teatro Comunale) e religiose (chiese di Sant’Antonio Abate, Sant’Antonio da Padova e la fastosa Chiesa Madre). Nei primi decenni del XX secolo vennero eretti anche alcuni eleganti villini liberty che dettero, e continuano a dare, ulteriore lustro al centro cittadino.
Avola è una città affascinante della Sicilia orientale, nota soprattutto per la sua forma esagonale e i suoi prodotti tipici.
Ecco una sintesi della sua storia:
Storia di Avola
Origini Antiche e Avola Antica
Avola Antica (Ibla): Le origini della città risalgono all’epoca dei Siculi. Il primo insediamento, noto come Avola Antica o Abola, si trovava in una posizione collinare, a circa 8 km dall’attuale posizione, sui Monti Iblei.
Periodo Greco-Romano: Sebbene Avola Antica non fosse un centro di primaria importanza come Siracusa, l’area ha risentito dell’influenza delle dominazioni greca e romana.
Dominazioni Successive: Come il resto della Sicilia, passò sotto il controllo di Bizantini, Arabi (che introdussero la coltivazione della canna da zucchero) e Normanni.
Il Terremoto e la Ricostruzione Barocca
La Catastrofe del 1693: Il momento più cruciale nella storia di Avola fu il devastante terremoto della Val di Noto dell’11 gennaio 1693, che distrusse completamente l’antica città collinare.
La Rifondazione: Si decise di ricostruire la città più vicino alla costa, in pianura. Il Duca Giuseppe La Grua Talamanca, marchese di Avola, affidò il progetto di ricostruzione all’architetto fra’ Angelo Italia (o, secondo altre fonti, a Carlo d’Agata, seguendo un progetto generale di Angelo Italia).
La Pianta Esagonale: La nuova città, l’attuale Avola, fu progettata secondo uno schema urbanistico razionale e innovativo per l’epoca: una pianta esagonale perfetta (o a nido d’ape), con strade che si intersecano ad angolo retto, tipica del Barocco siciliano e dell’architettura del “paese nuovo”.
L’Età Moderna e Contemporanea
Sviluppo Agricolo: Nel XIX e XX secolo, Avola è diventata un importante centro agricolo, sviluppando la coltivazione di prodotti d’eccellenza, in particolare la celebre Mandorla di Avola e il vitigno Nero Davola.
Turismo: Oggi, grazie alla sua architettura barocca (nonostante non faccia parte del sito UNESCO del Val di Noto, mantiene uno stile coerente) e alle sue belle spiagge, è anche una meta turistica.
Punti di Interesse Storico
Piazza Umberto I: Il cuore esagonale della città, con la Chiesa Madre (Chiesa di San Nicola) e la Chiesa di Sant’Antonio Abate.
Chiesa di Santa Venera: Esempio di Barocco Avolese.
Resti di Avola Antica: I ruderi dell’antica città collinare, visitabili nell’area dei Monti Iblei.
Nell’esagono vi è una rete di strade ortogonali. Le due strade principali, Corso Vittorio Emanuele e Corso Garibaldi, si incontrano al centro, nella piazza principale, Piazza Umberto I, e dividono la città in 4 quartieri. A Piazza Umberto I si trova la chiesa madre S. Nicolò, oggi dedicata a S. Sebastiano. Qui in piazza si può passeggiare, mangiare una ottima granita, cenare in uno dei tanti carinissimi locali, acquistare un souvenir o semplicemente stare seduti su una panchina e godersi l’atmosfera.
Nei punti terminali della croce formata dalle due strade principali, ci sono altre 4 piazze, con altrettante chiese. Da vedere la Chiesa di Santa Venera, la Chiesa di S. Antonio Abate, la Chiesa della SS. Annunziata o Badia, la Chiesa di San Giovanni Battista. Oltre alla chiese è possibile visitare il Palazzo di Città, il Vecchio Mercato ed il Teatro Garibaldi.
Avola rappresenta un esempio affascinante di resilienza e di architettura illuminata, nata dalle ceneri di una catastrofe